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Esclusivo!

Al Salone Internazionale del Libro di Torino 2012

Tiziana Iaccarino si intrattiene
a parlare con Vittorio Sgarbi.

Guarda tutte le foto e il video su Facebook !

Il Profumo della Creatività

indice il I Concorso Letterario Nazionale
dal 5 Marzo al 10 Giugno 2012
dedicato agli autori di libri EDITI
di genere:

COMMEDIA, COMMEDIA ROMANTICA, UMORISTICO

La partecipazione al Concorso
è completamente gratuita.

Per ricevere ogni info riguardante il Concorso
scrivete alla e-mail: profumocreativo@gmail.com .

Dal blog "Il Profumo della Creatività" parte l'iniziativa intitolata "Gli Eventi dell'Estate", la rassegna letteraria per la promozione della Cultura e dei nuovi autori di cui si realizzano eventi e presentazioni in varie città italiane con sorprese, personaggi illustri, opinionisti, giornalisti, critici letterari, autori e addetti ai lavori:

Dal 23 al 28 Giugno: Roma e Firenze (Milano annullato);
Dal 7 al 28 Luglio: Rimini e Riviera Romagnola;


Per info e prenotazioni, scrivere alla e-mail: profumocreativo@gmail.com .




E' uscito "Il Diario di una Cameriera" , il nuovo romanzo in formato eBook versione Kindle della nostra amica scrittrice e traduttrice Laura Bondi.

Clicca sul titolo del romanzo o sulla foto della copertina e accedi alla pagina di acquisto dell'eBook al prezzo scontato di soli € 1,49 !

Il formato Kindle è leggibile anche su pc con sistema Windows e per Mac, iPhone e iPad, quindi è sufficiente scaricare gratuitamente l'applicazione preferita per leggere l'opera, registrarsi con e-mail e password e, a scelta, passare al semplicissimo acquisto e download !

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"Le due facce dell'amore".


"Le due facce dell'amore" (Scribo Edizioni) è il primo romanzo della giovane autrice toscana Elena Masserelli.

Grande passione per l'arte letteraria in genere, oltre che per la scrittura che considera quasi un'autoterapia, Elena, toscana di origine, si trasferisce giovanissima, a soli 19 anni, a Barcellona in Spagna.
Scopre quindi una nuova realtà, un nuovo Paese e certamente intraprende una nuova vita.
La intervisto per la curiosità che mi ha stuzzicato questa sua intraprendenza e voglia di raccontare oltre che per l'opera scritta.

Ciao Elena,
benvenuta al blog "Il Profumo della Creatività", e grazie per aver accettato questa nostra ulteriore intervista.
Comincio col chiederti da dove e come nasce la tua passione per la scrittura e l'arte letteraria in genere.

RISPOSTA:
Non saprei dire esattamente se questa passione mi sia stata trasmessa “geneticamente” da mio nonno, che purtroppo si può dire che non l’ho mai conosciuto, o se sia nata automaticamente da quando ho iniziato a leggere. Questo dubbio mi è nato di recente, da quando ho ritrovato il diario di guerra di mio nonno. Questo diario iniziò a scriverlo mentre era in prigionia in Germania nei campi di concentramento e, tramite le sue parole, ho iniziato piano, piano a conoscerlo. Quelle pagine ingiallite e fini mi hanno fatto trovare in lui la passione per la scrittura che tanto mi caratterizza. Prima di venire a conoscenza di questo fatto, ho sempre affibbiato l’inizio di questa passione da quando mi hanno insegnato a leggere. Non perché non fossi una bambina socievole o perché non fossi felice, ma fin da piccola mi sono sempre ritagliata lo spazio per i libri, per affogarmi in racconti avventurosi e per partire in mondi lontani che solo io conoscevo. C’erano volte in cui un libro della collana “Battello al vapore” me lo finivo in un solo giorno tanto mi prendeva. Infatti mia madre mi diceva sempre «Te non li leggi i libri, te li mangi» e così era. Così mi sono spinta verso il mondo della scrittura, immaginando di essere io la protagonista e scrivendo piccole storie d’avventura picchiettando sui tasti della macchina da scrivere di mio nonno. E poi è venuto tutto in automatico, diventando quasi una necessità oltre che ad una passione. Posso dire tranquillamente che nella scrittura ho trovato un’amica preziosa.

Qual era la materia che preferivi a scuola? E quella in cui eccellevi?

RISPOSTA:
Sembra scontato dirlo, ma da sempre Italiano e Lettere era la materia in cui eccellevo (oltre ad educazione fisica J ) e quella che preferivo. Però devo dire che mi hanno sempre appassionato le materie umanistiche in genere; oltre alla letteratura, anche le lingue mi sono sempre piaciute.

Passiamo ora al racconto di questo tuo romanzo "Le due facce dell'amore" pubblicato dalla casa editrice Scribo nel 2011.
Cosa racconta questa storia esattamente e cosa intende il titolo?

RISPOSTA:
La storia parla d’amore, dell’amore che non conosce distinzioni di sesso o discriminazioni. In questa storia l’amore e l’istinto, vincono sulle paure e i pregiudizi che accomunano troppe relazioni sentimentali dei giorni nostri.

Puoi anticiparci brevissimamente qualcosa della storia?

RISPOSTA:
Durante una strana giornata primaverile, Jessica entra nel bar di cui Marina è proprietaria, per pranzare con suo marito Giulio. Nessuno dei tre protagonisti di questa vicenda sa che quel semplice e casuale avvenimento, avrebbe per sempre cambiato le loro vite. Da un gioco di sguardi e un bacio fugace, tra le due donne nasce una storia d’amore travolgente e colma di passione. Insieme dovranno poi tentare di superare tutti gli ostacoli che il destino presenterà loro: i sospetti e le gelosie del marito, la paura di affrontare una società ancora troppo bigotta, la confusione che nasce nel dover prendere una decisione radicale, un arrivo improvviso…

In che genere letterario collocheresti la tua opera letteraria e che tipo di scrittrice ti senti? Quali sono i tuoi scrittori italiani e stranieri preferiti?

RISPOSTA:
Bella domanda. Probabilmente lo definirei un romanzo rosa, appunto perché il protagonista è l’amore, ma non so se sia davvero la giusta definizione. Per quanto riguarda il tipo di scrittrice che mi sento di essere … beh, dire che mi sento una scrittrice mi sembra già tanto, spero di essere una di quelle con del potenziale J
I miei scrittori preferiti… non so, credo che la scrittura sia come la musica, è difficile potersi identificare in un solo stile o amare un solo scrittore. Di scrittori moderni non ce n’è qualcuno in particolare che possa affermare sia il mio preferito, ma se penso al passato ti posso dire due nomi che mi hanno ispirato tantissimo: Oscar Wilde e Pirandello. Credo che guardando anche solo la copertina del libro sia abbastanza palese.

Infine ti chiedo di scriverci qui giusto un estratto dalla tua opera.

RISPOSTA:
… Successe tutto nel giro di due secondi, fu una reazione istintiva, feci quello che il mio corpo mi intimava di fare. Mi voltai, la guardai negli occhi per un secondo e la baciai. Ma questa volta fu diverso, non era una sfida, non era niente di inaspettato, c’era tutta la paura mista a passione in quel bacio. Quant’è spettacolare rendersi conto di quante sensazioni e parole si celano dietro un semplice bacio. Rimanemmo unite sotto la pioggia impavida per molto tempo, le nostre lingue s’intrecciarono come serpenti aizzati, le mani percorsero ogni parte del volto dell’altra, il calore di quella passione così travolgente contrastava il freddo della pioggia sulla pelle scoperta. Durante quel bacio, tutto sembrò sparire, era come se fossimo state proiettate in un altro luogo e in un altro tempo. Le paure, le insicurezze non c’erano più, avevano lasciato spazio al trasporto delle emozioni. La pioggia era come musica intorno a noi e le nostre lingue danzavano al ritmo di quella strana melodia. La mente leggera, i pensieri lontani, le parole non possono descrivere quel momento magico …

Esprimi un desiderio.

RISPOSTA:
Riuscire ad affermarmi in questo splendido campo che è la scrittura.

Grazie.
E segnaliamo la possibilità di acquistare l'opera di Elena in tutte le librerie di Firenze, poiché è lì che è maggiore la distribuzione e soprattutto in tutti gli store on line, a cominciare da IBS.

Tiziana Iaccarino.


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"Aria Precaria", il romanzo della "generazione precaria".


"Aria Precaria" (Cairo Editore) è il nuovo romanzo dell'autrice Sara Root. Ma non solo autrice, anche digital p.r., journalist ... così come descritto dal suo sito ufficiale all'indirizzo: www.sararoot.com .

Una giovane e simpatica autrice che sta emergendo con ingegno e intelligenza, raccontando la vita e le difficoltà sociali delle nuove generazioni sempre alla ricerca di un obiettivo e un sogno da realizzare, un futuro migliore e il classico "posto fisso", con la speranza di offrire al pubblico una prospettiva più realistica possibile della condizione giovanile odierna del Belpaese.

Ho chiesto a Sara un'intervista da tempo, perché incuriosita dai suoi successi, dagli argomenti trattati e naturalmente da lei come persona.

Ha debuttato qualche tempo fa con l'opera auto-prodotta "Accipicchia, che culo!" dove raccontava le sue dis-avventure nel mondo del lavoro. Un libro nel quale molti giovani possono riconoscersi e certamente in "Aria Precaria" offrirà al pubblico degli argomenti di tutto rispetto inerenti la vita dei suoi coetanei oltre che dei giovanissimi.

Ciao Sara,
grazie per aver accettato questa breve intervista per il blog "Il Profumo della Creatività". Comincio col chiederti, quando è nata l'idea di scrivere delle tue dis-avventure lavorative?

RISPOSTA:
Ciao Tiziana, grazie a te! Ho iniziato a scrivere mentre attraversavo un momento davvero difficile: ero triste, avvilita e stanca della precarietà che non mi faceva dormire la notte. Dovevo reagire in qualche modo e l'ho fatto così.

Quando hai scritto "Accipicchia, che culo!", avevi sostenuto già molti colloqui lavorativi senza successo? Quali ingredienti hai usato per esprimere al meglio la tua esperienza in merito?

RISPOSTA:
Ad essere sincera i colloqui di lavoro sono sempre andati molto bene, il problema erano le proposte di contratto allucinanti che ne derivavano. Non ho usato ingredienti particolari, ho semplicemente raccontato quello che mi era successo dando spazio anche alle mie considerazioni estemporanee, che poi sono le parti più ironiche del libro. Quello che tutti pensano e che pochi hanno il coraggio di dire.

Sei passata poi a raccontare in "Aria Precaria" ciò che accade realmente ai giovani d'oggi alla ricerca del loro lavoro ideale, ma non solo, poiché si scopre che trovare anche solo un'occupazione part-time diventa un vero terno al lotto. Ma come si fa oggi, secondo te, a lavorare in qualche modo?

RISPOSTA:
Bisogna reinventarsi. Mettersi in proprio, collaborare con amici e conoscenti. Utilizzare il proprio talento (qualsiasi esso sia) per costruire qualcosa di unico e possibilmente, duraturo.
Il posto fisso non esiste più. Bisogna arrendersi all'idea!

Qual è stata la domanda abitudinaria che hai maggiormente riscontrato nei tuoi colloqui di lavoro?

RISPOSTA:
Ha intenzione di fare presto dei figli?

E le proposte più scandalose e indecenti che hai ricevuto?

RISPOSTA:
Me ne sono successe tante: dalla richiesta di prestazioni sessuali in cambio di book fotografici alla richiesta di piegarmi in modo provocante per invogliare la gente ad entrare in negozio. Mi hanno chiesto di firmare una lettera di licenziamento in bianco insieme al contratto di assunzione. Mi hanno chiesto di contenere i miei capelli perchè troppo rossi. Leggendo il libro ne troverete tanti altri, allucinanti quanto assolutamente inaccettabili.

Raccontaci, dunque, di quest'Aria Precaria ... cosa pensi della situazione lavorativa del nostro Paese, credi che i giovani debbano sbarcare all'estero per avere un futuro degno di tale nome?

RISPOSTA:
Penso che l'Italia di oggi sia il risultato di anni di lavori fatti male, di politiche sbagliate e di interessi personali. Credo che la nuova riforma Monti non porterà nessun cambiamento ma che anzi, rischierà di rovinare anche quel poco che di buono c'è. Non penso che i giovani debbano andarsene, anzi. Il pensiero ha sfiorato più volte anche me ma non sono abituata a scappare quando incontro delle difficoltà, piuttosto le affronto e le risolvo ed è proprio quello che sto cercando di fare con Aria Precaria.

Un sogno nel cassetto?

RISPOSTA:
Avere una minima stabilità economica tale da poter avere un figlio.

Infine, un tuo consiglio ai giovani alla ricerca delle proprie soddisfazioni lavorative e sociali.

RISPOSTA:
Siate positivi e creatori del vostro successo. Lasciatevi andare a qualche momento di sconforto profondo (io ne ho attraversati molteplici e credo ne arriveranno altri) ma poi alzatevi e reagite. Usate la determinazione e l'ironia a vostro vantaggio e non arrendetevi all'idea che: "Questa è l'Italia, si sa che è così." Le situazioni si possono cambiare, siamo tutti artefici del nostro futuro.

Grazie infinite.
E raccomandiamo a tutti di andare in libreria ad acquistare il romanzo "Aria Precaria" (Cairo Editore), ... dedicato alla "Generazione Precaria"!


Tiziana Iaccarino.

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Non firmate se non siete convinti.

Tanti autori alla ricerca della propria prima o anche successiva pubblicazione, spesso si lasciano trasportare dall'entusiasmo di un'esperienza editoriale che li riempia di orgoglio piuttosto che dal senso pratico per l'avventura che stanno per affrontare.

Molti neanche considerano l'importanza di valutare più proposte editoriali, invece che una soltanto, magari la prima ricevuta.

Ecco, un errore comune è proprio questo: firmare il primo contratto che vi capita sotto mano ... inerente la prima proposta che vi fanno per la pubblicazione della vostra opera.

Questo potrebbe farvi pentire della scelta, spesso non adeguata alle aspettative che seguono.
Per cui, prima di firmare qualunque contratto editoriale, in primis cercate un professionista per la lettura e valutazione dello stesso, anche per analizzarne i vantaggi e svantaggi, per farvi comprendere se "il gioco vale la candela" e farvi capire se sia un accordo interessante o meno e in seguito aspettate di riceverne altri che possano farvi scegliere l'opportunità migliore.

Firmare un contratto di edizione non è un gioco, ma un vero accordo che può durare anni ed essere molto articolato, quando lo si affronta da soli o con persone che non hanno le competenze per consigliarvi al meglio.

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Riproporsi per rinnovarsi.

Quando un autore arriva alla scadenza del proprio contratto, che sia il primo o il secondo o il successivo ha vari tipi di scelte da poter fare: rinnovare, se la casa editrice con cui si è arrivati ad un accordo, è intenzionata a rinnovare in modo interessante o che vi convenga, dopo esservi tanto prodigati nella promozione e magari vendita del vostro libro, oppure trovare altri modi di proporsi o di proporre la propria opera, magari all'estero.

Mai pensato di portare le vostre opere all'estero?

Forse qualcuno potrebbe dire di sì, altri ... di no. Ma quel che conta è "riproporsi" soprattutto per "rinnovarsi" e per offrire al proprio pubblico e a chi ci segue, delle nuove formule di esposizione.
Dopotutto, l'arte e la cultura vanno incentivate con strategie che abbiano a che fare col marketing, ma pure che siano dettate dalla passione e dalle emozioni, dall'entusiasmo e dall'idea che ci poniamo dei nostri stessi sogni ed obiettivi.

Alle persone che chiedono informazioni su come portare una propria opera all'estero, consiglio di armarsi di pazienza, magari di attendere la scadenza del proprio contratto, poiché in tal modo tornano in possesso dei diritti di proprietà intellettuale ed economica derivati dalla propria opera e possono beneficiarne su altri fronti in modo libero e autonomo, senza dover chiedere permessi e sottostare a regole che non sono sempre giuste.

Di solito le case editrici inseriscono nel contratto di edizione la proposta di traduzione per l'estero, vincolando l'autore di turno in tal senso, ovvero facendo intendere per esteso e in tutta chiarezza che, fino a quando vige il contratto, non è l'autore a doversi interessare della traduzione e proposta dell'opera all'estero, ma solo la stessa casa editrice.

Il problema? E' che la casa editrice deve volerlo ovvero essere intenzionata in tal senso, ma raramente accade, poiché una traduzione costa e poiché tutto l'iter per proporre un'opera all'estero è dispendioso e spesso necessita di tempo.

Questo significa che nella maggior parte dei casi, se il vostro contratto prevede che sia solo ed esclusivamente la casa editrice a detenere pure i diritti di vendita dell'opera per l'estero, voi non potrete far nulla in tal caso, fino a quando il contratto non scade e soprattutto dalla data di scadenza non passino ulteriori 12 mesi, a meno che la casa editrice non dichiari per iscritto una data dalla quale potete ritenervi di nuovo padroni della vostra opera in tutto e per tutto.

E' chiaro che dico sempre agli autori che vogliono portare la propria opera all'estero che, nel caso sia pubblicata in Italia ed abbiano un contratto attivo, devono chiedere alla propria casa editrice l'autorizzazione per interessarsi di tale progetto.

Ma se ... volete portare un'opera "inedita" all'estero? Beh ,... le cose sarebbero di molto più facili, eppure io consiglio sempre di cominciare a far conoscere un'opera inedita prima di tutto nel proprio Paese di origine, ... per avere la soddisfazione di aver cominciato da dove era giusto cominciare.

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Il Salone Internazionale del Libro di Torino ... la cultura diventa "cool"!


Al Salone Internazionale del Libro di Torino, la cultura diventa davvero "cool" come direbbe qualcuno per indicare un qualcosa di "in", piacevole, alla moda, all'avanguardia, avanti per proseguire lungo un percorso d'arte davvero interessante.

Scorre il mondo che ama la cultura in questo che è il Salone del Libro più importante in Italia e soprattutto più grande, ospitando Paesi stranieri e scrittori, giornalisti, cultori, polici, critici, editori, agenzie di comunicazione e letterarie, addetti ai lavori provenienti da qualunque luogo che si riuniscono, si incontrano, si scontrano, si presentano, si espongono e si raccontano in una vera "festa" del libro.

Il Salone accoglie il mondo e lo stesso si espone al meglio attraverso stand ricchissimi di notizie, info, curiosità, tra intervistatori e intervistati, personaggi famosi e meno conosciuti, tra editori grandi e medi che si affiancano nei loro spazi pronti a richiamare il pubblico che vi si aggira incuriosito, che acquista, che chiede firme, dediche, che si incuriosisce, che si addentra ed avventura tra sale e salette d'ogni tipo.

Ogni giorno nuovi incontri e tante presentazioni, la gioia dell'incontro qui diventa un vero "cult" e si presuppone piacevole e divertente.

Ogni "addetto ai lavori" è pronto e preparato ad accogliere il pubblico, a consegnare omaggi che ricordino loro l'occasione di turno nel proprio stand.

Un'occasione per tutti di conoscersi e curare le proprie pubbliche relazioni con la speranza che si affacci l'opportunità di una buona iniziativa e magari di apprendere maggiori notizie sul mondo dell'arte e della cultura in genere.



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Il futuro è telematico.

Sembra sempre più evidente che il web abbia preso piede soprattutto perché il progresso tecnologico delle nuove frontiere di comunicazione permette a chi le utilizza un dialogo sempre più innovativo, abbracciando l'occasione di divulgarsi in modo omogeneo e moderno.

La carta stampata, dunque, si trova in difficoltà sempre maggiori, con un dispendio di energie e soprattutto di denaro anche pubblico (parliamo dei giornali e delle loro difficoltà a vendersi) quasi inutile ormai, perché sempre più utenti utilizzano il web per informarsi e per aggiornarsi sulle notizie giornaliere.

E da qui sembra partire anche il "boom" dei quotidiani telematici che stanno ricevendo consensi sempre maggiori, poiché offrono gratuitamente le stesse notizie o buona parte di esse che i classici della carta stampata offrono, seppur a pochi Euro, a pagamento.

Una moda anche ... si potrebbe dire, perché con l'avvento di iPad e Tablet, nuovi apparecchi ricettivi per la diffusione e comunicazione che offrono collegamenti a internet così come ogni pc di piccola e media dimensione, stanno divenendo davvero alla portata di tutti, il web si conferma in costante crescita nell'interesse abitudinario delle persone sempre più "telematiche" e meno ... "tradizionali".

Commenta ... (InformArte).

"Lo devo toccare con mano!"

Una battuta? Non proprio ... con questo post, oltre a proseguire il nostro "viaggio", anzi la nostra avventura per l'ambiente delle librerie, almeno quelle più comuni, che permetta di comprendere agli autori quali siano i metodi più efficaci e appurati di conoscenza ed espressione, in tal senso ... inauguriamo anche "L'angolo delle battute".

Perché?

Beh, per alleggerire, se vogliamo, anche tutte quelle che sono le difficoltà iniziali degli autori. Difficoltà apparentemente insormontabili, ma di fatto alquanto semplici.

Gli autori che partono dall'inizio e non hanno alcuna esperienza nel settore editoriale, spesso possono disilludersi facilmente e demoralizzarsi, ma prendendo tutto "a ridere", forse riescono a "sopravvivere" alle intemperie che si profilano loro nell'ambiente agli inizi della propria gavetta.

Le battute o, se vogliamo, le scuse più banali adoperate dai librai per togliervi di mezzo al primo incontro, possono essere tante e anche le più svariate, oltre che le più scontate.

Ve ne diranno tante e soprattutto vi faranno comprendere in tutti i modi, che "rompete" le classiche uova nel paniere, che non vi vogliono tra i piedi e che non interessa loro minimamente ciò che avete da proporre loro.
Una volta mi capitò, ma questo può capitare a chiunque all'inizio del proprio percorso, che un libraio, prima di accettare la proposta di organizzare un'eventuale presentazione del mio primo romanzo presso la sua libreria, mi disse a telefono: "Lo devo toccare con mano!" ... vi chiederete: "Cosa?".

Il libro, naturalmente!

Voleva "toccarlo" prima con mano, sfogliarlo, dargli un'occhiata, rifletterci, magari leggerlo, stropicciarmi la copia che gli avrei dovuto portare (in prestito, forse) e che, naturalmente, non gli portai e in seguito decidere, magari per un bel "No!".

Ecco ... a quel punto, il suggerimento di circostanza è: "Non date neanche per un pomeriggio o in prestito una copia anche personale del vostro libro, per i motivi più svariati, tra cui il fatto che il libraio di turno vi faccia perder solo tempo, ve lo sottragga, lo perda e con altre tremila scuse non vi risponda neanche!".

Usate semmai la vostra "parlantina" telefonica o personale, da vicino, per cercare un punto d'incontro, se volete organizzare una presentazione presso una libreria che non vi conosce, ma non lasciate copie, perché il libraio non avrà mai tempo di darvi retta e di leggersi o sfogliarsi il vostro libro ... quella è solo una scusa, alquanto banale, per farvi perder tempo, per farvi scocciare, per farvi rimandare, per farvi arrendere alle sue inutili e assurde richieste.

Tiziana Iaccarino.

Commenta ... (InformArte).
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