E' una delle autrici di punta della Butterfly Edizioni, la seconda casa editrice più giovane d'Italia.
Michela Piazza si sta facendo conoscere davvero alla grande con l'opera "Mary Read, di guerra e di mare", uscita nel settembre 2012 ma già in ristampa, da quel che si sente dire in giro.
Una storia d'altri tempi, di pirati, amori e passioni, vendette e segreti, bugie e rancori, avventura e mare. In particolare, come si dice in copertina, "la vita della leggendaria soldatessa e pirata settecentesca riportata alla luce con scrupolosa attenzione storica in un romanzo di rara delicatezza" detto da Gianfranco Manfredi.
Michela Piazza è un'esperta del settore editoriale, ama la scrittura ma non solo, è una professionista. E' stata bibliotecaria, traduttrice e correttrice di bozze, fa incetta di libri ed è laureata in storia.
Ma conosciamola meglio attraverso questa intervista.
Ciao Michela,
grazie per avermi concesso questa intervista che ci permetterà di conoscerti meglio. Comincio col chiederti, prima di tutto, quando è nata la tua passione per la letteratura.
RISPOSTA:
Ciao Tiziana, grazie a te per avermi ospitata!
La mia passione per la letteratura è nata con me. Ho sempre adorato le storie: prima quelle che mi raccontava mio padre, a volte inventandole lui stesso; poi, crescendo, quelle che ho conosciuto attraverso i libri.
Il mio desiderio di scrivere è nato proprio dall’amore per la lettura… A un certo punto ho iniziato a inventarmi le trame che io per prima avrei voluto leggere.
Tu sei laureata in storia, come mai la scelta di questa facoltà e cosa ti ha dato per la tua carriera tale titolo?
RISPOSTA:
Devo confessarti che io mi sono laureata in Storia perché trovo che questa materia sia stimolante per la mia narrativa: per me, studiare diversi periodi vuol dire avvicinarmi a nuovi modi di pensare, entrare in contatto con mondi differenti, immedesimarmi in una quotidianità “altra” e per questo interessante. Leggere (o scrivere) un romanzo storico significa aprire squarci su una vita diversissima dalla nostra… Eppure per molti versi identica: nel corso dei secoli la società è cambiata moltissimo, le persone davvero poco.
A livello di “carriera”, la laurea in Storia non mi ha offerto molti sbocchi: purtroppo, in Italia, la ricerca (in tutti gli ambiti) viene pagata pochissimo o addirittura nulla. Siccome io sentivo l’esigenza di formare una famiglia, ho deciso di dedicarmi a lavori che rimanessero nell’ambito culturale, ma che fossero retribuiti. A livello personale, invece, non rimpiango affatto di aver scelto questa facoltà: ho potuto approfondire i miei interessi sulla storia delle religioni e delle eresie, apprendere metodi di ricerca bibliografica e, naturalmente, formarmi una solida base di conoscenze che si sono rivelate utili per la mia scrittura e per la mia vita.
Ora passiamo alle tue competenze in ambito editoriale. Raccontaci come sono nate e che tipo di esperienze puoi vantare?
RISPOSTA:
Quando avevo da poco concluso l’università, ho collaborato alla revisione e traduzione di un romanzo e di alcuni saggi. E’ stata un’esperienza molto formativa, perché mi ha insegnato che in un libro non è importante solo la parte “creativa”, ma che per mandare in stampa un buon prodotto è necessaria molta tecnica e bisogna prestare attenzione ai particolari.
Molto differente è stata la mia avventura in campo giornalistico: per un anno sono stata coautrice di un fumetto umoristico chiamato “FotoRonMao”, che era una rubrica fissa della rivista “Gatto Magazine” ed è uscito anche su altre testate nazionali come “Argos” e “Il mio gatto”. Il FotoRonMao è nato per gioco e ha sempre mantenuto un’aura gioiosa intorno a sé: per questo vi sono ancora molto affezionata. Io e Andrea Rizzi, l’altro autore, stiamo per esporre le tavole originali in una mostra. E’ la terza cui partecipa il nostro fumetto e siamo felici che continui a riscontrare interesse.
Ma parliamo del romanzo "Mary Read, di guerra e mare" che hai pubblicato con Butterfly Edizioni. Da dove è nato e soprattutto come?
RISPOSTA:
Il libro è nato da un colpo di fulmine: all’università mi sono imbattuta in una brevissima biografia di Mary Read e ho subito pensato che la sua fosse una vita degna di essere raccontata.
Mi sono sforzata di creare una protagonista dal carattere atipico, in grado di giustificare certe scelte “limite”. Ne è uscito un personaggio introverso, caparbio e selvatico; una persona difficile, ma anche vera: leale, sensibile, capace di forti sentimenti.
La trama vede Mary, insofferente del destino che il Settecento riserva a una ragazza, travestirsi da uomo pur di potersi imbarcare e arruolare come soldato. In lei è prepotente il desiderio di vedere il mondo, ma il suo viaggio si dimostra ricco di ostacoli … E Mary si ritrova costretta a sfidare non solo i limiti della morale, ma anche quelli della legge.
Nel corso della storia, Mary cambia e cresce. Dimostra di essere una donna coraggiosa e determinata, ma anche di avere delle debolezze in cui è facile immedesimarsi... Impara che nessuno, per quanto sia scaltro e disilluso, è immune al dolore.
E che nessuna ragazza può sfuggire all'amore.
Chi è esattamente Mary Read? E' una donna esistita davvero?
RISPOSTA:
Sì, Mary è un personaggio storico reale, il che rende ancora più straordinarie le sue avventure.
Come ho detto, io trovo questa figura davvero intrigante: in gioventù è una donna soldato come Lady Oscar e diventa poi una delle più importanti piratesse di tutti i tempi.
Scrivendo della sua vita, ci si può cimentare con le grandi ambientazioni classiche dell’avventura (il mare, la guerra, i pirati), ma si possono toccare anche temi delicati come l’amore: le testimonianze del tempo ci tramandano una figura capace di fedeltà e passione, estremamente anticonvenzionale eppure legata ai veri valori della vita.
Quali riscontri sta avendo e che messaggio porta al pubblico?
RISPOSTA:
Sono molto soddisfatta del riscontro che sta avendo “Mary Read”: non soltanto perché siamo arrivati alla ristampa, ma per le mail che mi scrivono i lettori… E’ davvero la cosa che più mi riempie di gioia, sapere che il mio romanzo è riuscito a trasmettere qualcosa e ad arrivare al cuore delle persone.
Il messaggio del libro è che ognuno di noi ha bisogno, per essere felice, di capire chi è. Deve trovare la propria identità… Anche se questo significa andare controcorrente.
Per me Mary rappresenta un’eroina non tanto perché ha combattuto o compiuto atti di coraggio, quanto perché ha saputo crearsi la propria strada, ha saputo essere se stessa fino in fondo senza piegarsi o conformarsi.
Chi ha realizzato la copertina e tutte le belle immagini che sono esposte in giro?
RISPOSTA:
La copertina è un acquerello di Andrea Rizzi. Insieme avevamo già realizzato il FotoRonMao e il nostro sodalizio continua con “Mary Read”. Andrea è stato molto scrupoloso, si è documentato sulle divise e sulle armi dell’epoca prima di realizzare i disegni… Ha rispettato appieno l’ambientazione e, ciò che più conta, il sentimento del romanzo.
Utilizzando le illustrazioni che ha creato per promuovere il libro, Andrea ha poi dato vita a un booktrailer a cartoni animati di cui sono molto soddisfatta: https://www.youtube.com/watch?v=c4AzCHvRyEU
Che tipo di scrittrice ti definiresti? E quale genere ami?
RISPOSTA:
Trovo difficile definirmi come scrittrice o legarmi a un genere particolare: leggo di tutto da sempre e i miei interessi spaziano in vari campi, il che forse spiega come abbia potuto pubblicare nel giro di un anno un romanzo storico, un racconto horror piuttosto crudo e un altro racconto romantico e divertente.
Nella mia scrittura cerco di dare sempre importanza ai personaggi: credo che, quando si parte da un protagonista interessante e credibile, sia possibile dar vita a una storia avvincente.
Infine, raccontaci un aneddoto che ha a che fare con la tua carriera artistica.
RISPOSTA:
Molti autori detestano la parte di promozione delle proprie opere; io, invece, trovo che le presentazioni del romanzo siano una tassello del lavoro dello scrittore… E, personalmente, le amo molto! Trovo interessante il confronto coi lettori, mi piace sentire le loro opinioni e sono felice di rispondere alle domande di chi si imbatte nel mio libro per la prima volta. Ogni presentazione che ho tenuto è legata a qualche aneddoto: c’è stata la volta in cui avevo un figurante vestito da soldato del ‘700, quella in cui la neve aveva invaso la città, quella in cui la bibliotecaria che mi ospitava aveva realizzato splendidi biscotti a tema piratesco… Insomma, ogni evento è diverso dal precedente!
In questo momento sto poi tenendo un ciclo di presentazioni in coppia con un’altra autrice Butterfly, la bravissima Pamela Boiocchi: insieme ci divertiamo molto! Qui c’è l’elenco di tutti i nostri appuntamenti:
https://www.facebook.com/events/153056114861165/
E lasciaci un estratto del tuo libro qui.
RISPOSTA.
"I francesi avevano incendiato i mulini, che ora iniziavano ad ardere con vigore. Un fumo spesso e acre invadeva la pianura, facendomi pizzicare gli occhi.
Mentre continuavo a camminare, evitando le pallottole, scansando i corpi rimasti a terra, lottando con gli acquitrini e la scarsa visibilità, mi chiesi d’un tratto per quale ragione fossi stata tanto ansiosa di prendere parte a quella guerra.
Una parte di me sapeva che aveva qualcosa a che fare con lo strano sentimento che mi pervadeva sul campo: un senso di eccitazione, di totalità, di potere. Aveva a che fare con la sfida, ma anche con un desiderio di sangue che aveva bisogno in qualche modo di essere placato. Nel combattimento, io mi sentivo viva.
Eppure, un’altra parte della mia coscienza era certa di non gradire il fatto di dover obbedire ad assurdi ordini di missioni suicide. Non ero come Ian, pronto ad immolarsi in nome di un bene più grande. Non me ne fregava granché dell’Inghilterra. Tutto sommato, non credevo di essere tagliata per prendere parte alle lotte dei grandi.
Se proprio dovevo morire massacrata, mi sarebbe piaciuto che almeno fosse perché stavo combattendo la mia battaglia, inseguendo il mio tornaconto.
Che almeno rimanessi uccisa perché avevo lottato per guadagnare a me stessa un po’ di libertà, felicità e fortuna…"
Michela Piazza si sta facendo conoscere davvero alla grande con l'opera "Mary Read, di guerra e di mare", uscita nel settembre 2012 ma già in ristampa, da quel che si sente dire in giro.
Una storia d'altri tempi, di pirati, amori e passioni, vendette e segreti, bugie e rancori, avventura e mare. In particolare, come si dice in copertina, "la vita della leggendaria soldatessa e pirata settecentesca riportata alla luce con scrupolosa attenzione storica in un romanzo di rara delicatezza" detto da Gianfranco Manfredi.
Michela Piazza è un'esperta del settore editoriale, ama la scrittura ma non solo, è una professionista. E' stata bibliotecaria, traduttrice e correttrice di bozze, fa incetta di libri ed è laureata in storia.
Ma conosciamola meglio attraverso questa intervista.
Ciao Michela,
grazie per avermi concesso questa intervista che ci permetterà di conoscerti meglio. Comincio col chiederti, prima di tutto, quando è nata la tua passione per la letteratura.
RISPOSTA:
Ciao Tiziana, grazie a te per avermi ospitata!
La mia passione per la letteratura è nata con me. Ho sempre adorato le storie: prima quelle che mi raccontava mio padre, a volte inventandole lui stesso; poi, crescendo, quelle che ho conosciuto attraverso i libri.
Il mio desiderio di scrivere è nato proprio dall’amore per la lettura… A un certo punto ho iniziato a inventarmi le trame che io per prima avrei voluto leggere.
Tu sei laureata in storia, come mai la scelta di questa facoltà e cosa ti ha dato per la tua carriera tale titolo?
RISPOSTA:
Devo confessarti che io mi sono laureata in Storia perché trovo che questa materia sia stimolante per la mia narrativa: per me, studiare diversi periodi vuol dire avvicinarmi a nuovi modi di pensare, entrare in contatto con mondi differenti, immedesimarmi in una quotidianità “altra” e per questo interessante. Leggere (o scrivere) un romanzo storico significa aprire squarci su una vita diversissima dalla nostra… Eppure per molti versi identica: nel corso dei secoli la società è cambiata moltissimo, le persone davvero poco.
A livello di “carriera”, la laurea in Storia non mi ha offerto molti sbocchi: purtroppo, in Italia, la ricerca (in tutti gli ambiti) viene pagata pochissimo o addirittura nulla. Siccome io sentivo l’esigenza di formare una famiglia, ho deciso di dedicarmi a lavori che rimanessero nell’ambito culturale, ma che fossero retribuiti. A livello personale, invece, non rimpiango affatto di aver scelto questa facoltà: ho potuto approfondire i miei interessi sulla storia delle religioni e delle eresie, apprendere metodi di ricerca bibliografica e, naturalmente, formarmi una solida base di conoscenze che si sono rivelate utili per la mia scrittura e per la mia vita.
Ora passiamo alle tue competenze in ambito editoriale. Raccontaci come sono nate e che tipo di esperienze puoi vantare?
RISPOSTA:
Quando avevo da poco concluso l’università, ho collaborato alla revisione e traduzione di un romanzo e di alcuni saggi. E’ stata un’esperienza molto formativa, perché mi ha insegnato che in un libro non è importante solo la parte “creativa”, ma che per mandare in stampa un buon prodotto è necessaria molta tecnica e bisogna prestare attenzione ai particolari.
Molto differente è stata la mia avventura in campo giornalistico: per un anno sono stata coautrice di un fumetto umoristico chiamato “FotoRonMao”, che era una rubrica fissa della rivista “Gatto Magazine” ed è uscito anche su altre testate nazionali come “Argos” e “Il mio gatto”. Il FotoRonMao è nato per gioco e ha sempre mantenuto un’aura gioiosa intorno a sé: per questo vi sono ancora molto affezionata. Io e Andrea Rizzi, l’altro autore, stiamo per esporre le tavole originali in una mostra. E’ la terza cui partecipa il nostro fumetto e siamo felici che continui a riscontrare interesse.
Ma parliamo del romanzo "Mary Read, di guerra e mare" che hai pubblicato con Butterfly Edizioni. Da dove è nato e soprattutto come?
RISPOSTA:
Il libro è nato da un colpo di fulmine: all’università mi sono imbattuta in una brevissima biografia di Mary Read e ho subito pensato che la sua fosse una vita degna di essere raccontata.
Mi sono sforzata di creare una protagonista dal carattere atipico, in grado di giustificare certe scelte “limite”. Ne è uscito un personaggio introverso, caparbio e selvatico; una persona difficile, ma anche vera: leale, sensibile, capace di forti sentimenti.
La trama vede Mary, insofferente del destino che il Settecento riserva a una ragazza, travestirsi da uomo pur di potersi imbarcare e arruolare come soldato. In lei è prepotente il desiderio di vedere il mondo, ma il suo viaggio si dimostra ricco di ostacoli … E Mary si ritrova costretta a sfidare non solo i limiti della morale, ma anche quelli della legge.
Nel corso della storia, Mary cambia e cresce. Dimostra di essere una donna coraggiosa e determinata, ma anche di avere delle debolezze in cui è facile immedesimarsi... Impara che nessuno, per quanto sia scaltro e disilluso, è immune al dolore.
E che nessuna ragazza può sfuggire all'amore.
Chi è esattamente Mary Read? E' una donna esistita davvero?
RISPOSTA:
Sì, Mary è un personaggio storico reale, il che rende ancora più straordinarie le sue avventure.
Come ho detto, io trovo questa figura davvero intrigante: in gioventù è una donna soldato come Lady Oscar e diventa poi una delle più importanti piratesse di tutti i tempi.
Scrivendo della sua vita, ci si può cimentare con le grandi ambientazioni classiche dell’avventura (il mare, la guerra, i pirati), ma si possono toccare anche temi delicati come l’amore: le testimonianze del tempo ci tramandano una figura capace di fedeltà e passione, estremamente anticonvenzionale eppure legata ai veri valori della vita.
Quali riscontri sta avendo e che messaggio porta al pubblico?
RISPOSTA:
Sono molto soddisfatta del riscontro che sta avendo “Mary Read”: non soltanto perché siamo arrivati alla ristampa, ma per le mail che mi scrivono i lettori… E’ davvero la cosa che più mi riempie di gioia, sapere che il mio romanzo è riuscito a trasmettere qualcosa e ad arrivare al cuore delle persone.
Il messaggio del libro è che ognuno di noi ha bisogno, per essere felice, di capire chi è. Deve trovare la propria identità… Anche se questo significa andare controcorrente.
Per me Mary rappresenta un’eroina non tanto perché ha combattuto o compiuto atti di coraggio, quanto perché ha saputo crearsi la propria strada, ha saputo essere se stessa fino in fondo senza piegarsi o conformarsi.
Chi ha realizzato la copertina e tutte le belle immagini che sono esposte in giro?
RISPOSTA:
La copertina è un acquerello di Andrea Rizzi. Insieme avevamo già realizzato il FotoRonMao e il nostro sodalizio continua con “Mary Read”. Andrea è stato molto scrupoloso, si è documentato sulle divise e sulle armi dell’epoca prima di realizzare i disegni… Ha rispettato appieno l’ambientazione e, ciò che più conta, il sentimento del romanzo.
Utilizzando le illustrazioni che ha creato per promuovere il libro, Andrea ha poi dato vita a un booktrailer a cartoni animati di cui sono molto soddisfatta: https://www.youtube.com/watch?v=c4AzCHvRyEU
Che tipo di scrittrice ti definiresti? E quale genere ami?
RISPOSTA:
Trovo difficile definirmi come scrittrice o legarmi a un genere particolare: leggo di tutto da sempre e i miei interessi spaziano in vari campi, il che forse spiega come abbia potuto pubblicare nel giro di un anno un romanzo storico, un racconto horror piuttosto crudo e un altro racconto romantico e divertente.
Nella mia scrittura cerco di dare sempre importanza ai personaggi: credo che, quando si parte da un protagonista interessante e credibile, sia possibile dar vita a una storia avvincente.
Infine, raccontaci un aneddoto che ha a che fare con la tua carriera artistica.
RISPOSTA:
Molti autori detestano la parte di promozione delle proprie opere; io, invece, trovo che le presentazioni del romanzo siano una tassello del lavoro dello scrittore… E, personalmente, le amo molto! Trovo interessante il confronto coi lettori, mi piace sentire le loro opinioni e sono felice di rispondere alle domande di chi si imbatte nel mio libro per la prima volta. Ogni presentazione che ho tenuto è legata a qualche aneddoto: c’è stata la volta in cui avevo un figurante vestito da soldato del ‘700, quella in cui la neve aveva invaso la città, quella in cui la bibliotecaria che mi ospitava aveva realizzato splendidi biscotti a tema piratesco… Insomma, ogni evento è diverso dal precedente!
In questo momento sto poi tenendo un ciclo di presentazioni in coppia con un’altra autrice Butterfly, la bravissima Pamela Boiocchi: insieme ci divertiamo molto! Qui c’è l’elenco di tutti i nostri appuntamenti:
https://www.facebook.com/events/153056114861165/
E lasciaci un estratto del tuo libro qui.
RISPOSTA.
"I francesi avevano incendiato i mulini, che ora iniziavano ad ardere con vigore. Un fumo spesso e acre invadeva la pianura, facendomi pizzicare gli occhi.
Mentre continuavo a camminare, evitando le pallottole, scansando i corpi rimasti a terra, lottando con gli acquitrini e la scarsa visibilità, mi chiesi d’un tratto per quale ragione fossi stata tanto ansiosa di prendere parte a quella guerra.
Una parte di me sapeva che aveva qualcosa a che fare con lo strano sentimento che mi pervadeva sul campo: un senso di eccitazione, di totalità, di potere. Aveva a che fare con la sfida, ma anche con un desiderio di sangue che aveva bisogno in qualche modo di essere placato. Nel combattimento, io mi sentivo viva.
Eppure, un’altra parte della mia coscienza era certa di non gradire il fatto di dover obbedire ad assurdi ordini di missioni suicide. Non ero come Ian, pronto ad immolarsi in nome di un bene più grande. Non me ne fregava granché dell’Inghilterra. Tutto sommato, non credevo di essere tagliata per prendere parte alle lotte dei grandi.
Se proprio dovevo morire massacrata, mi sarebbe piaciuto che almeno fosse perché stavo combattendo la mia battaglia, inseguendo il mio tornaconto.
Che almeno rimanessi uccisa perché avevo lottato per guadagnare a me stessa un po’ di libertà, felicità e fortuna…"
Grazie.
Grazie a te, Tiziana, e grazie anche a tutti quelli che hanno letto l’intervista!
Invitiamo tutti ad acquistare questo libro davvero interessante e ordinabile in tutte le librerie italiane oltre che presso tutti gli store on line.
Tiziana Iaccarino.
Invitiamo tutti ad acquistare questo libro davvero interessante e ordinabile in tutte le librerie italiane oltre che presso tutti gli store on line.
Tiziana Iaccarino.
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